Giorno 68 – ore 11.36 – No Name alla ricerca del ramo perduto!

24/06/2014

Credete a me, costruire un arco è molto più complesso di quello che può sembrare. Pensavo che il problema principale sarebbe stato la realizzazione, ma anche trovare il ramo più adatto è stata un’impresa non da poco.

Stamattina di buon’ora sono uscito di casa, ho indossato la mia armatura, ho preso l’accetta – da usare sia per tagliare il ramo sia per difendermi da eventuali zombie -, e in sella alla bicicletta mi sono diretto verso il bosco dei noccioli. È a circa 1 km da casa mia e durante tutto il percorso sono stato all’erta per individuare qualsiasi potenziale minaccia potesse sorprendermi; per fortuna gli zombie non hanno ancora capito come uscire di casa (buono a sapersi nel caso debba intraprendere qualche avventura lontano).

Non so esattamente dove sia (o se ci sia) un accesso ufficiale al bosco – io sono sempre passato attraverso un vigneto (la mia zona ne è ricca) -, così ho rispettato la mia abitudine. Non esiste un sentiero vero e proprio (quindi ho dovuto abbandonare la bici), esiste soltanto una piccola via battuta dai cacciatori infestata però da rovi e da vecchi alberi caduti; l’armatura alle braccia e i pantaloni lunghi mi hanno permesso di evitare fastidiosi e inutili graffi. Questo mio vestiario però ha fatto sì che arrivassi a destinazione completamente sudato.. vorrei vedere voi a camminare per 20 minuti completamente bardati sotto il sole di giugno! Raggiunta la grande radura al centro del bosco ho cercato i numerosi noccioli che abitano lì. Trovare rami non è stato di per sé difficile: siamo a inizio estate e le piante appena uscite dalla primavera sono ricche di giovani fronde verdi; individuare quello perfetto, però, non è stato altrettanto semplice. Non sapendo esattamente cosa raccogliere, ne ho tagliati parecchi, facendo attenzione che tutti però fossero abbastanza lunghi e discretamente flessibili. Non avevo considerato però che con tutti quei rami avrei dovuto ripassare attraverso il bosco. Ho tagliato quindi una fronda di salice con la quale ho creato una fascina e ho ripercorso la strada al contrario. Arrivato alla bicicletta ho impiegato alcuni minuti a capire come destreggiarmi tra il carico e il manubrio, ma poi sono andato spedito finché non ho visto lui: dannato zombie! Quando l’ho visto ho quasi rischiato di cadere per lo spavento, ma non avendo alcuna intenzione di affrontarlo ho accelerato la pedalata fino a casa.. spero vivamente che non mi abbia seguito!

Se prima pensavo di aver sudato, ora, arrivato a casa, sono completamente madido di sudore, e puzzo anche un po’.. Credo che mi farò una doccia – sperando non finisca l’acqua – e poi mi dedicherò alla costruzione della mia arma seguendo le istruzioni riportate sul manuale delle giovani marmotte! Nel frattempo, però, mi preparerò anche un bel pranzetto e farò un riposino, evitando di uscire nelle ore più calde del giorno.. mi sembra di sentire i servizi di Studio Aperto tipici di questo periodo: Caldo Killer! Evitate di uscire nelle ore “bollenti” e bevete tanta acqua! Bene, credo che questa volta li ascolterò!

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