Giorno 66 – ore 16.32 – No Name l’ammazza zombie! – 2/2

22/06/2014

Raggiunta la casa, ho constatato che l’odore era ancora intenso, ma grazie alle precauzioni che avevo preso la cosa era sopportabile. Spero solo che la mia salute non ne risenta!

Una volta dentro ho notato che la luce che filtrava dalla porta e dalla finestra illuminava a malapena il piccolo atrio d’ingresso, lasciando il resto dell’abitazione immerso nelle tenebre. Ho provato l’interruttore della luce dell’atrio ma non funzionava.

Sono un cretino: avrei dovuto prendere una torcia!

Sono tornato quindi a casa per l’ennesima volta, lasciando però intenzionalmente la porta aperta, sarebbe stato bello ritrovarmi anche la moglie zombie alla ringhiera, a portata di coltello. Purtroppo però, questa volta non sono stato fortunato.

Torcia in pugno ho iniziato l’esplorazione della casa.

La porta che separava l’atrio dalla stanza successiva era chiusa. Mi sono avvicinato lentamente e ho appoggiato l’orecchio per cercare di capire se lo zombie fosse nella stanza adiacente, ma non sentivo nulla se non il mio respiro. Ho aperto un poco la porta illuminando la stanza con la torcia: era sgombra da pericoli, quindi sono entrato.  Era grande, c’era un divano,  un televisore e tutto ciò che si può trovare in un salotto, un tavolino con appoggiate alcune le riviste e una libreria piena di libri e DVD (da saccheggiare)… Dalla mia posizione vedevo anche la cucina, anch’essa libera da zombie.

Due porte erano chiuse, una s’affacciava a una rampa di scale che portava al secondo piano, mentre la seconda, chiusa, conduceva ad un bagno. Ho abbassato la maniglia di quest’ultima, ma si apriva solo di pochi centimetri per poi richiudersi, come se fosse ostacolata da qualcosa.. o qualcuno… Convinto di aver trovato il mio zombie ho dato una spallata con tutte le mie forze, come si vede nei film. La porta si è spalancata, facendomi finire gambe all’aria, causando un baccano infernale. Mentre ero steso per terra che “ammiravo” il soffitto, ho udito un rumore inequivocabile: passi umani dal piano superiore, proprio sopra di me, che sembravano dirigersi verso le scale, probabilmente attratti dal gran rumore che avevo provocato.

Rialzatomi, in mezzo secondo ero in posizione, l’ascia in una mano e il coltello nell’altra.

Mi sono avvicinato di soppiatto alle scale e ho illuminato la rampa: lo zombie era in cima, immobile, lo sguardo fisso verso il basso, le braccia alzate in avanti, come a cercare di stare in equilibrio, le deboli gambe piegate in una posizione quasi innaturale.. ho aperto la porta e il rumore l’ha come risvegliato: la testa si è alzata di scatto e gli occhi vitrei hanno iniziato a fissarmi, vuoti, inespressivi, ma terribilmente e paurosamente famelici. Preso dal terrore (non mi sono ancora abituato a loro..) ho impugnato il coltello per la lama e mirando alla testa l’ho scagliato con tutta la forza che avevo nel braccio ancora debole per il morso.
C’è proprio bisogno che vi dica come è finita? Il coltello l’ha sì preso, ma dalla parte sbagliata, ovviamente. Non è stato però un completo fallimento: il colpo violento l’ha sbilanciato facendolo cadere rovinosamente dalle scale, davanti ai miei piedi. A quel punto ne ho approfittato, e premendolo a terra con un piede sulla schiena, gli ho infilato l’ascia nel cranio.

Stando a quanto sapevo, la casa avrebbe, a quel punto, dovuto essere pulita, ma per scrupolo ho fatto un giro del piano superiore con circospezione, onde evitare brutte sorprese. Appurata la sicurezza della casa ho spalancato tutte le finestre affacciate sulla zona sicura della via. Una volta illuminata, la casa ha perso l’aspetto lugubre e spaventoso, per ritornare a essere una normale abitazione.

A quel punto mi sono diretto verso l’atrio d’ingresso, luogo che secondo me avrebbe potuto conservare le chiavi del SUV, custodito a sua volta in garage. Il mio istinto non si sbagliava: erano proprio lì!

Ho verificato l’effettiva presenza dell’auto nel box di fianco all’ingresso, ma l’ho lasciata lì, per il momento; troppe “emozioni” oggi. Domani con più lucidità la sposterò, mi occuperò dei cadaveri e razzierò il razziabile dalla casa.

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